Questo racconto è una storia vera,… o forse no,
 questo racconto parla di sentimenti, emozioni,
 di persone che forse vorremmo essere o che forse vorremmo trovare negli altri
e forse qualche poco fortunato lo ha trovato.

Deke è un uomo come tanti… o forse diverso dagli altri,
 è un uomo pieno di amore e sentimenti,
 è l’uomo che vorremmo avere accanto, come padre, come figlio,
come fratello, come compagno, come l’uomo dei nostri sogni.

Ma i sogni esistono?
 questo racconto parla di questo e si prefigge di far sognare,
di far emozionare, forse come tutti i racconti, tutti i romanzi.

Gli angeli di Deke è stato scritto pensando ai bambini,
alle persone che ci circondano e che vorremmo avere,
 è un racconto che vorrebbe far pensare a tutte quelle persone che camminano per le strade
 senza preoccuparsi dei piccoli angeli e non importa se angeli di Bucarest,
 delle favelas o se solo angeli di strada.

Questo racconto è successo a Houston,
o forse in una città italiana, o in una città che si trova nella nostra mente, nei nostri sogni.

Questo romanzo inizia negli anni ’50,
oppure inizia in qualsiasi momento, in qualsiasi anno.

Questo racconto parla di famiglia, di amicizia, ma parla anche di sogni,
 di lotte contro persone e fatti, parla di emozioni.

Questo racconto parla di angeli senza sorriso,
senza sguardo di speranza, senza domani.

Nella Houston degli anni ’50 viveva un uomo affascinante….
 O forse era un uomo come tanti,
l’uomo di tutti i giorni che vediamo ogni giorno in ufficio, per le strade,
o forse è tutti i sentimenti che stanno sparendo con sembianze di uomo.

Deke è un ragazzo che tutti vorrebbero avere come figlio,
padre, fratello, ma forse è proprio così,
 è l’uomo che dà sicurezza, tenerezza,
è l’uomo che raccoglie gli angeli per tenerli con sé,
per essere certo di poter sognare ancora.

Questo racconto è il vostro racconto,
 i vostri sentimenti, le vostre lacrime, i vostri sorrisi,
le persone che vi circondano, i vostri sogni.

Nella Houston degli anni ’50 viveva una famiglia che……

Deke prese l’eredità del padre, non solo soldi ma in particolare i suoi angeli.

Gli angeli senza colore, senza età, senza domani, angeli senza sorriso,
senza più lacrime, senza infanzia, angeli non angeli che non potranno mai volare,
almeno questo è quello che si prefigge Deke, non farli volare mai via,
 ma farli tornare bambini, quando bambini non lo sono stati mai,
 ridare loro una infanzia mai avuta,
perché rubata, perché cresciuti in questo mondo che in alcuni posti non vogliono angeli,
per ridare loro un sorriso,
 insegnare loro a sorridere perché questo è il lavoro dei piccoli angeli che vivono per le strade del mondo,
 donare loro una carezza, una certezza,
un rifugio fatto di persone che li amano e di un mondo di tenerezze.

I piccoli angeli mai stati piccoli, ma che possono trovare il loro piccolo,
 grande mondo grazie alla dolcezza di persone come Mamy e come tutti quelli che lavorano in quella casa,
o in qualsiasi altra situazione, in qualsiasi altro edificio che si occupa di angeli.

Gli angeli di Deke sono tanti, tutti i bambini e tutti i suoi amici o forse quei pochi amici che ha,
 ma che sono sempre presenti,
perché Deke è un uomo che ha bisogno dei suoi amici
che hanno preso il posto della sua famiglia d’origine.

Gli angeli di Deke sono angeli, perduti, spaesati, maltrattati,
salvati da un angelo visto da uomo che uomo non sa essere senza di loro,
perché loro sono il suo specchio, il suo passato, la sua speranza, il suo futuro.

Deke, angelo martoriato, incatenato, usignolo senza voglia di cantare,
bambino mai stato bambino perché qualcuno decise al suo posto
e decise che doveva rubargli la sua età.

Solo i suoi angeli gli hanno insegnato la speranza
 e lo hanno fatto tornare a quella età che tutti gli angeli dovrebbero avere.

Una storia mai stata vita, una vita mai stata storia,
 sentimenti che si trovano nel cuore ed in un angolo della memoria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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